Iscriverti all’Ente

L’iscrizione all’ENPAP è il primo passo per accedere ai nostri servizi e costruire il tuo futuro previdenziale.

L’iscrizione è obbligatoria per tutti gli psicologi che esercitano in modo autonomo la professione e hai 90 giorni di tempo, dalla data di incasso del primo compenso, per presentare la domanda.

DEVI ISCRIVERTI ALL’ENPAP SE:

  • sei iscritto all’Albo
  • e hai ricevuto un compenso economico per attività libero professionale come psicologo, anche occasionalmente.

Per iscriverti hai tempo 90 giorni dalla data di incasso del tuo primo compenso.  Non hai obbligo di iscrizione finché non incassi compensi, anche se ti iscrivi all’Albo o apri la partita IVA.

Per approfondimenti in materia di iscrizione clicca qui.

COME ISCRIVERSI ATTRAVERSO LA MODALITÀ ONLINE

Per iscriverti è necessario compilare la domanda online (clicca qui)  inserendo tutte le informazioni richieste.
Dovrai, altresì, allegare in formato elettronico (puoi scegliere tra i formati JPG, PNG, GIF, BMP) anche:

  • copia del codice fiscale;
  • copia fronte-retro di un valido documento di identità;
  • copia del certificato di attribuzione del numero di partita IVA rilasciato dall’Agenzia delle Entrate (solo se sei in possesso di partita IVA).

Ti ricordiamo che le informazioni che comunicherai compilando il modulo online sono rese sotto la propria responsabilità (dichiarazione sostitutiva di certificazione ai sensi dell’art. 46 del D.P.R. n. 445 del 28 dicembre 2000).

COMUNICAZIONE VARIAZIONI DATI ANAGRAFICA

Sei inoltre tenuto a comunicare all’ENPAP ogni variazione dei tuoi dati anagrafici. Questo è utile anche per te, perché ti permetterà di ricevere puntualmente le comunicazioni, tenerti aggiornato sui nostri servizi e sulla tua posizione. In particolare, ricorda che devi comunicare il tuo indirizzo PEC, perché questo è il nostro canale di comunicazione principale.
Ogni variazione deve essere comunicata attraverso l’Area Riservata, accendendo al proprio ‘Profilo’.

COSA SUCCEDE SE NON TI ISCRIVI IN TEMPO

  • Se ti iscrivi entro il 30 marzo dell’anno successivo alla data di incasso del primo compenso (esempio: 30 marzo 2015 se la data di incasso del primo compenso ricade nell’anno 2014), incorrerai in una sanzione di 20,00 euro.
  • Se ti iscrivi oltre il 30 marzo dell’anno successivo alla data di incasso del primo compenso, incorrerai in una sanzione di 100,00 euro.

Queste due sanzioni non escludono che tu possa comunque incorrere anche nelle sanzioni previste per chi omette la comunicazione reddituale all’ENPAP o non versa i contributi nei termini e nella quantità prevista.

CASI PARTICOLARI.

  • Non hai la partita IVA ma hai una collaborazione coordinata e continuativa come psicologo
    In questo caso la posizione previdenziale e i contributi previdenziali devono essere attivati presso l’ENPAP (circolare INPS n.201/96 e messaggio INPS n. 18550/07).
  • Non hai la partita IVA ma hai un contratto a progetto
    In questo caso devi tener presente che ai sensi della c.d. ‘Legge Biagi’ (articolo 61 del Decreto Legislativo n. 276/03) le attività che richiedono l’iscrizione a un Albo sono escluse dai contratti a progetto. In questo caso i compensi andranno assoggettati a contribuzioni previdenziali presso altre gestioni (esempio: gestione separata INPS).
  • Sei uno psicologo convenzionato ai sensi del Accordo Collettivo Nazionale del 27/5/2009 (Accordo DPR n. 446/01)
    Anche per te, la posizione previdenziale e i contributi previdenziali devono essere attivati presso ENPAP.
  • Sei un dipendente pubblico e svolgi attività intra-moenia
    I compensi derivanti dalle prestazioni in regime intra-moenia vanno assoggettati alla contribuzione ENPAP (Legge n. 662/96 art. 1, comma 7Consiglio di Stato parere n. 881/98).
  • Oltre alla libera professione svolgi un’attività di amministratore presso una società di professionisti oppure ricopri una carica all’interno dell’Ordine o di un Consiglio
    In questo caso devi attivare la posizione previdenziale e versare i relativi contributi all’ENPAP .
    Il concetto di “esercizio della libera professione” produttivo di redditi professionali, deve ritenersi comprensivo anche dell’esercizio di attività che presentino un “nesso” con l’attività professionale strettamente intesa, richiedendo il ricorso alle medesime cognizioni e competenze tecniche di cui il professionista ordinariamente si avvale nell’esercizio di quest’ultima. Da ciò anche i compensi percepiti dal libero professionista qualora amministratori di società aventi a oggetto attività di natura connessa alla professione, concorrendo a formare il reddito derivante da lavoro autonomo professionale, sono soggetti all’obbligo contributivo nei confronti delle rispettive casse private (sentenza Corte di Cassazione 27 novembre 2015, n. 24303/2015).