La Riforma della Previdenza

LA RIFORMA

Negli ultimi mesi il Consiglio di amministrazione e il Consiglio di indirizzo generale (verbali) hanno discusso e poi approvato una riforma che, una volta approvata dai Ministeri Vigilanti, introdurrà un incremento graduale della contribuzione previdenziale, allineandola a quella degli altri Enti di previdenza dei professionisti.

Si tratta di una misura che ha un impatto concreto nel presente. Per questo è importante spiegarne con chiarezza il senso e gli effetti, senza semplificazioni.

Il sistema previdenziale dell’Ente è integralmente contributivo: la pensione futura dipende direttamente da quanto ciascun iscritto accumula nel proprio montante nel corso della vita lavorativa, pertanto, dalla misura dei versamenti dipende la capacità di raggiungere o meno l’obiettivo dell’adeguatezza del trattamento pensionistico.

 

La riforma interviene su questo meccanismo in modo lineare:

  • aumenta progressivamente (1% all’anno dal 2027 al 2031) l’aliquota soggettiva dal 10% al 15%;

  • rafforza la contribuzione integrativa, portandola dal 2% al 4%, destinando il 2% aggiuntivo direttamente al montante individuale.

L’effetto combinato di queste misure, come più volte sollecitato dai Ministeri vigilanti, è uno solo: accrescere il montante previdenziale di ciascun iscritto e, conseguentemente, la pensione attesa.

 

Inoltre, è stato deliberato che, su richiesta dell’iscritto, una parte del contributo integrativo possa essere restituita, rivalutata, al momento del pensionamento, andando a costituire una sorta di TFP (Trattamento di Fine Professione) che consentirà di ricevere in un’unica soluzione il corrispettivo di quasi un’annualità e mezzo di pensione. 

 

Una volta a regime, le valutazioni attuariali mostrano che la riforma permetterà di aumentare le pensioni, portandole dall’attuale 20% del reddito a oltre il 50% del reddito, allineando gli psicologi al tasso di sostituzione degli altri lavoratori italiani

Ciò significa che su un reddito medio di 26.500 euro, la pensione passerà da poco meno di 500 euro al mese, a quasi 1.200 euro al mese, a fronte di un aumento dei versamenti di circa 100 euro al mese.

Per rendere questo effetto pienamente comprensibile, ogni iscritto può consultare nella propria Area Riservata una simulazione personalizzata che mostrerà:
– il montante stimato a fine carriera nello scenario attuale;
– il montante stimato con la riforma;
– la differenza, espressa in valore assoluto e in termini di pensione mensile attesa.

 

Questa riforma non modifica le regole in modo astratto: incide direttamente sul percorso previdenziale individuale. Per questo motivo riteniamo essenziale che ciascuno possa valutarne l’impatto sul proprio caso concreto.

L’obiettivo è semplice: consentire a ogni iscritto di seguire nel tempo l’evoluzione della propria posizione previdenziale, con strumenti trasparenti e informazioni puntuali.

In questa pagina, quindi, saranno pubblicati tutti gli aggiornamenti e le informazioni relative alla Riforma.


LE MOTIVAZIONI

Il lavoro di ENPAP sulle pensioni è stato avviato a partire dal 2014 con la riorganizzazione dei processi di investimento, proseguito nel 2015 con la rivalutazione maggiorata dei montanti e nel 2017 con la liberalizzazione dell’età di pensionamento e l’introduzione del simulatore pensionistico e delle “spinte gentili” a versare volontariamente maggiori contributi.

Questi interventi hanno avuto effetti benefici, migliorando le proiezioni sulle future pensioni, ma non a sufficienza da risolvere il noto problema dell’adeguatezza delle pensioni.

Un problema tipico dei sistemi contributivi, discusso a livello europeo, e che per la popolazione ENPAP è particolarmente serio: le proiezioni attuariali ci dicono che le future pensioni saranno pari soltanto al 20% del reddito, molto lontano dal livello medio di riferimento nazionale del sistema pubblico, che si colloca fra il 50 e il 70%.

La situazione è stata oggetto negli anni di reiterati inviti dei Ministeri Vigilanti ad agire sui contributi per migliorare le pensioni (l’ultimo ad ottobre 2025), invito che ENPAP deve tenere in considerazione.

Per questo, dal 2022 ENPAP ha posto l’adeguatezza delle pensioni fra le priorità del proprio programma previdenziale ufficiale, attraverso un’azione sulle due leve principali in grado di cambiare la situazione, i contributi e la rivalutazione: “L’Ente persegue l’obiettivo di erogare trattamenti pensionistici adeguati, adottando le necessarie iniziative affinché le iscritte e gli iscritti versino, per un numero sufficiente di anni, quantità sufficienti di contributi, e l’Ente rivaluti e incrementi i montanti accumulati oltre la misura minima di legge, adottando politiche di investimento”, Obiettivi generali della previdenza di categoria, art. 4, comma 7, lettera a), dello Statuto.

Mentre la rivalutazione maggiorata si mantiene da oltre 10 anni fra la più elevata di tutti gli Enti di previdenza italiani, il livello di contributi resta inferiore a tutti gli altri.

All’aumento dei fatturati medi degli iscritti ENPAP (+44,1%) negli ultimi 6 anni, cresciuti ben oltre l’inflazione (+19%), non è conseguito un incremento dei versamenti oltre il minimo obbligatorio. Neanche l’adesione a prodotti, quali pensioni complementari/integrative, risulta significativa, poiché solo il 12% degli iscritti dichiara di averne sottoscritta una.

Il livello di contributi è dunque l’unica leva su cui poter agire per aumentare le pensioni future e tutelare, nel tempo, la qualità di vita dei nostri iscritti.

Per tale motivo, dal 2025 si è quindi avviato un percorso di condivisione con gli Ordini regionali, le associazioni e le realtà sindacali più rappresentative, per discutere il problema delle pensioni e raccogliere osservazioni e proposte.
In particolare, dalle interlocuzioni è emersa la necessità di intraprendere azioni comuni a sostegno dell’equo compenso e per il riconoscimento del contributo integrativo come voce ulteriore alla parcella professionale.
Due tematiche che le istituzioni di categoria devono affrontare con forza a sostegno dei redditi delle psicologhe e degli psicologi.

 

Data ultimo aggiornamento 27/05/2026