Governance: compensi Organi statutari

GOVERNANCE. Il Consiglio di indirizzo generale e il Consiglio di amministrazione governano a livello politico l’ENPAP; i due Organismi sono composti da Psicologi eletti fra gli Iscritti.  Le loro attribuzioni sono definite dagli artt. 6, 7, 8 e 9 dello Statuto dell’Ente.

Il Consiglio di amministrazione è l’Organo esecutivo e di governo. Composto da 5 consiglieri – fra cui vengono nominati il Presidente e il Vicepresidente dell’ENPAP – ha tutti i poteri di amministrazione e prende le decisioni necessarie per adeguare costantemente il funzionamento e i servizi alle esigenze degli Iscritti e ai cambiamenti sociali e normativi.

Il Consiglio di indirizzo generale è l’Organo assembleare che rappresenta gli Iscritti. Gli iscritti attivi all’ENPAP sono attualmente circa 60.000 e le loro istanze vengono rappresentate assemblearmente da Consiglieri eletti in numero di 1 ogni 1.000 Iscritti (come previsto dalla normativa del Decreto Legislativo n. 103/96) con un tetto massimo, attualmente raggiunto, di 50 componenti (ai sensi dell’art. 1, comma 98, Legge 11 dicembre 2016, n. 232). La funzione del Consiglio di indirizzo generale è di rappresentare le esigenze e le mutevoli condizioni degli Iscritti, negli ambiti e con le modalità dell’art. 7 dello Statuto. Inoltre, ogni anno, il Consiglio di indirizzo generale analizza e approva i bilanci economici e patrimoniali, sia a preventivo che a consuntivo e, ogni tre anni, il bilancio tecnico-attuariale.

Il Collegio dei Sindaci è l’Organo di controllo sulla corretta gestione, sia amministrativa che di governance, dell’ENPAP. È composto da due componenti ministeriali (designati, uno dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, l’altro dal Ministero dell’Economia e delle Finanze), due Revisori dei Conti nominati dal Consiglio di indirizzo generale e un rappresentante degli Iscritti (Psicologo) sempre nominato dal Consiglio di indirizzo.

 

VIGILANZA E CONTROLLO. L’ENPAP è sottoposto a diversi livelli di vigilanza perché è una fondazione privata che gestisce una funzione pubblica, la previdenza di primo pilastro, sulla base di una attribuzione normativa (Decreto Legislativo n. 103/96).

Al livello primario e continuativo di vigilanza e controllo espresso dal Collegio dei Sindaci, si aggiungono ulteriori entità di verifica quali:

  • l’Organismo di Vigilanza, con il compito, tra gli altri, di vigilare sul corretto funzionamento e rispetto del “Modello” e con funzioni di ispezione e controllo. È nominato dal Consiglio di amministrazione dell’Ente a seguito dell’adozione del “Modello di Gestione, Organizzazione e Controllo dell’ENPAP” e del Codice Etico, con l’obiettivo di implementare un sistema di governo e controllo ispirato alle previsioni del decreto legislativo n. 231/2001 in materia di responsabilità degli enti;
  • la Società di Revisione, che riceve incarico triennale dal Consiglio di indirizzo generale per la revisione contabile e la relazione di certificazione sui bilanci consuntivi;
  • la Vigilanza ministeriale: Statuto, Regolamenti e la maggior parte dei provvedimenti di governance (forme di assistenza, contribuzione, sanzioni, interessi di mora, etc.), dopo essere stati approvati da uno o entrambi gli Organi consigliari, devono essere sottoposti all’analisi dei Ministeri vigilanti, ‘Lavoro’ ed ‘Economia e Finanze’, che esprimono le proprie osservazioni sulle decisioni adottate, le quali possono essere attuate solo dopo la pronuncia ministeriale favorevole;
  • la COVIP-Commissione di Vigilanza sui fondi previdenziali, che è l’autorità amministrativa indipendente che vigila sugli enti previdenziali e sui fondi pensione. Il sito della COVIP contiene un’ampia reportistica delle attività svolte ed è il riferimento in ambito previdenziale;
  • la Commissione Parlamentare di controllo sull’attività degli enti gestori di forme obbligatorie di previdenza e assistenza sociale: è una Commissione Bicamerale, composta da membri della Camera e del Senato, che vigila per conto del Parlamento sull’attività di tutti gli enti di previdenza e assistenza, tra cui gli enti di previdenza dei liberi professionisti, attraverso audizioni periodiche dei vertici;
  • la Corte dei Conti, che nell’ambito delle sue funzioni di vigilanza sulle amministrazioni dello Stato raccoglie periodicamente una relazione sull’attività economica, patrimoniale e amministrativa degli enti di previdenza.

 

COMPENSI DEGLI ORGANI STATUTARI. I compensi dei Consiglieri e dei Sindaci sono composti da una parte fissa e una parte variabile, con la previsione di un emolumento complessivo (fisso + variabile) massimo annuale.

La parte fissa, denominata “indennità di carica“, è corrisposta come compenso al Consigliere e al Sindaco per le responsabilità decisionali, amministrative, civili e penali, connesse al ruolo e in base alla complessità dell’incarico ricoperto.

La parte variabile, denominata “gettone di presenza“, è invece un compenso giornaliero corrisposto quando il Consigliere partecipa – su convocazione dell’Ente – a riunioni istituzionali.

 

AMMONTARE DEI COMPENSI PER GLI ORGANI STATUTARI ENPAP. I compensi vengono determinati dal Consiglio di amministrazione a seguito di parere vincolante del Consiglio di indirizzo generale, e sono commisurati alla complessità del ruolo e alle responsabilità personali connesse. In particolare, per il Consiglio di amministrazione si applicano le previsioni statutarie (artt. 8 e 9 dello Statuto) nonché quelle del Codice Civile in materia di ruolo, doveri e responsabilità degli amministratori.

Le delibera n. 46 del 2018 del Consiglio di amministrazione e la delibera n. 08 del 2018 del Consiglio di indirizzo generale hanno ridefinito gli emolumenti riconosciuti agli Organi dell’Ente. Tenendo conto dell’art. 1, comma 98, della Legge 11 dicembre 2016 n. 232 che ha fissato in maniera definitiva al livello massimo di 50 membri la composizione del Consiglio di indirizzo Generale, dell’attuale entità del patrimonio gestito, della numerosità degli iscritti, della complessità gestionale, è stata rivista l’entità degli emolumenti per i ruoli apicali del Consiglio di indirizzo generale e del Collegio dei Sindaci, ponendo un tetto alla parte variabile, ed è stata riclassificata la distribuzione tra parte fissa e parte variabile dei compensi per il Consiglio di amministrazione.

Per il Consiglio di amministrazione (Presidente, Vice Presidente e Consiglieri), mantenendo stabili gli importi complessivi registrati a bilancio negli ultimi anni, è stata semplicemente rimodulata la parte fissa, riducendo e limitando parimenti quella variabile.

Si è inteso così mantenere prevedibili e stabili anche per il futuro i costi per i compensi – pure a fronte dei plausibili aumenti degli impegni istituzionali – nonché renderne più facilmente intellegibili gli importi finali, a convalida delle scelte di piena trasparenza adottate dell’Ente.

Sono stati fissati i seguenti compensi annui, al lordo di qualsiasi ritenuta di legge:

  • al Presidente è corrisposta un’indennità annuale pari ad euro 116.500. L’ammontare complessivo dei gettoni di presenza corrisposti dall’Ente nell’anno solare non può eccedere il limite di euro 3.500, per un emolumento annuo complessivo massimo non superiore a euro 120.000;
  • al Vice Presidente è corrisposta un’indennità annuale pari ad euro 56.500. L’ammontare complessivo dei gettoni di presenza corrisposti dall’Ente nell’anno solare non può eccedere il limite di euro 3.500, per un emolumento annuo complessivo massimo non superiore a euro 60.000;
  • ai Consiglieri di amministrazione è corrisposta un’indennità annuale pari ad euro 41.500. L’ammontare complessivo dei gettoni di presenza corrisposti dall’Ente nell’anno solare non può eccedere il limite di euro 3.500, per un emolumento annuo complessivo massimo non superiore a euro 45.000;
  • al Coordinatore del Consiglio di indirizzo generale è corrisposta un’indennità annuale pari ad euro 25.000. L’ammontare complessivo dei gettoni di presenza corrisposti dall’Ente nell’anno solare non può eccedere il limite di euro 3.500, per un emolumento annuo complessivo massimo non superiore a euro 28.500;
  • al Segretario del Consiglio di indirizzo generale è corrisposta un’indennità annuale pari a euro 20.000. L’ammontare complessivo dei gettoni di presenza corrisposti dall’Ente nell’anno solare non può eccedere il limite di euro 3.500, per un emolumento annuo complessivo massimo non superiore a euro 23.500;
  • ai Consiglieri di indirizzo generale è corrisposta un’indennità annuale pari a euro 15.000. L’ammontare complessivo dei gettoni di presenza corrisposti dall’Ente nell’anno solare non può eccedere il limite di euro 3.500, per un emolumento annuo complessivo massimo non superiore a euro 18.500;
  • al Presidente del Collegio Sindacale è corrisposta una indennità annuale pari a euro 18.500. L’ammontare complessivo dei gettoni di presenza corrisposti dall’Ente nell’anno solare non può eccedere il limite di euro 9.450, per un emolumento annuo complessivo massimo non superiore a euro 27.950;
  • ai Sindaci è corrisposta un’indennità annuale pari a euro 15.000. L’ammontare complessivo dei gettoni di presenza corrisposti dall’Ente nell’anno solare non può eccedere il limite di euro 9.450, per un emolumento annuo complessivo massimo non superiore a euro 24.450.

A titolo di confronto storico è possibile consultare i report annuali che il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali pubblica nella sezione “Amministrazione Trasparente”  sui compensi riconosciuti ai componenti degli Organi di governo degli Enti di Previdenza dei Liberi Professionisti.

Anche la Corte dei Conti pubblica periodicamente le risultante dell’attività di vigilanza sugli Enti di Previdenza, che contiene tutte le informazioni sui compensi.

I bilanci dell’ENPAP, poi, riportano la spesa complessiva annuale per ciascun Organo Statutario, e permettono di verificare l’andamento della spesa nel corso degli anni.