1 dicembre 2018

Gli Psicologi migliorano la Previdenza con i Nudge

Il sistema delle pensioni ENPAP funziona come un piano di risparmio individuale: ogni iscritto versa una quota del proprio reddito, ENPAP aggiunge annualmente una rivalutazione, e alla fine della carriera il montante accumulato viene diviso per gli anni di aspettativa di vita per determinare la pensione.

In un sistema come questo, l’entità dei contributi è importante perché determina direttamente la misura della pensione.

Attualmente i contributi da versare sono espressi in percentuale sul reddito. Si può versare una percentuale compresa fra il minimo obbligatorio del 10%, o quote aggiuntive volontarie fino al 20% del reddito netto.

Fino al 2017, erano pochissimi gli Iscritti che sceglievano di versare contributi oltre il minimo del 10%. Nel 2017 erano 964 su 53.773 dichiarazioni presentate, l’1,79% della popolazione.

Nel 2018, volendo aumentare la consapevolezza dei meccanismi previdenziali e incentivare scelte virtuose mantenendo la massima libertà di scelta per gli Iscritti, abbiamo concentrato la nostra attenzione sui princìpi studiati dalla Psicologia delle Decisioni. Con l’aiuto del JDLab della Scuola di Psicologia dell’Università di Padova si è quindi scelto di intervenire sull’architettura delle scelte previdenziali proposta dall’ENPAP attraverso l’uso di NUDGE.

I NUDGE si basano sugli studi dello psicologo Daniel Kahneman, premio Nobel per l’Economia nel 2002, e dell’economista Richard Thaler, Premio Nobel 2017 per l’Economia.

Secondo la definizione di Thaler,

“Il NUDGE è una spinta gentile, cioè ogni aspetto nell’architettura delle scelte che (1) altera il comportamento delle persone in modo prevedibile (2) senza proibire la scelta di altre opzioni e (3) senza cambiare in maniera significativa gli incentivi economici. Per essere considerato un NUDGE, l’intervento sulla scelta dovrebbe (4) poter essere evitato facilmente e (5) la modifica della scelta non dovrebbe comportare troppi costi. I NUDGE non sono imposizioni: mettere frutta al livello degli occhi è un nudge, vietare il cibo spazzatura non lo è.”

I NUDGE introdotti da ENPAP avevano lo scopo preciso di favorire un aumento del numero di iscritti con scelte di contribuzione superiore al livello minimo obbligatorio del 10%, senza però introdurre obblighi.

 

RISULTATI IN SINTESI

I risultati sono andati oltre ogni aspettativa. Sulla popolazione generale, il 14,26% degli iscritti ha scelto di versare contributi aggiuntivi volontari. Se si prende a riferimento la sola popolazione di iscritti con redditi superiori a 5.000 euro/annui, la percentuale di chi ha versato contributi volontari aggiuntivi sale al 20%.

1 iscritto su 5 ha versato nel 2018 contributi volontari aggiuntivi grazie ai NUDGE.
Dieci volte più iscritti che nel 2017, quando erano circa 1 su 50.
Senza alcun obbligo a farlo.

Il 71% di loro versa contributi pari al 20% del reddito netto, quindi il massimo. Il 10% versa il 15%. I NUDGE hanno prodotto versamenti previdenziali aggiuntivi per 10 milioni di euro su una raccolta totale di circa 100 milioni. Che andranno ad aggiungersi direttamente sui montanti individuali degli iscritti.

In media, i 7.710 iscritti che hanno versato contributi aggiuntivi avrebbero dovuto versare un minimo di 1700 euro, ma vi hanno volontariamente aggiunto in media 1.300 euro arrivando ad un totale di 3.000 euro di versamento.

 

OLTRE IL NUDGE

Siamo convinti che il NUDGE non abbia funzionato da solo, ma che questi risultati siano stati possibili grazie ad un clima di fiducia all’interno della comunità professionale. Un clima che ENPAP ha cercato di coltivare in questi anni, con uno stile di gestione basato su trasparenza, chiarezza delle scelte e dialogo coltivate in questi anni ha permesso di utilizzare il metodo dell’architettura delle scelte.

Ci sembra il segnale di una consapevolezza e di una capacità di dibattito della nostra comunità professionale che non può che renderci orgogliosi di essere Psicologi.

Felice Damiano Torricelli

Presidente
Ho 50 anni, sono sposato, vivo in provincia di Roma e ho tre figli. Mi occupo di previdenza perché credo che ogni professionista debba guardare al suo futuro, non solo aggiornandosi ma programmando per tempo la sua carriera e la sua sicurezza. Faccio lo psicologo dal 1990, soprattutto nel settore della psichiatria. Sono direttore sanitario e responsabile clinico di strutture intermedie ed esercito come psicoterapeuta nel mio studio privato. Sono stato fra i fondatori di AltraPsicologia.

Federico Zanon

Vicepresidente
Ho 41 anni, vivo a Padova e ho due figli. Da circa 15 anni faccio lo psicologo, e da 10 anni mi occupo di previdenza. Sono laureato in Psicologia a Padova nel 2000, e in Filosofia nel 2004. Nel 2007 mi sono specializzato in psicoterapia alla scuola di Psicologia Clinica dell'Università di Padova. Sono Presidente di AltraPsicologia dal 2014. Puoi trovare molti degli articoli che ho scritto in questi anni sul blog 'La Previdenza dei Liberi Professionisti' | www.federicozanon.eu