19 ottobre 2018

Normare i Counselor? No, grazie!

In questi giorni è in atto l’ennesimo tentativo di creare, attorno al tema della  salute e del benessere psicologico, nuove e poco definite figure professionali. In particolare, si sta espletando una delle fasi della normazione della figura del Counselor presso l’UNI, l’Ente Nazionale Italiano di Unificazione. Attualmente è aperta la fase di inchiesta pubblica a cui chiunque può rispondere.

Ai cittadini si richiede di rispondere alla domanda “Ritieni che il progetto rispecchi i bisogni del mercato di riferimento?”. Non è tuttavia presente alcuna informazione pubblica circa l’oggetto della procedura di normazione.

ENPAP è impegnato a promuovere e sostenere la psicologia professionale. I nostri princìpi ispiratori sono la CHIAREZZA e la TRASPARENZA. Gli stessi princìpi ispirano le professioni regolamentate, che sono istituite da Leggi dello Stato che ne chiariscono attività, confini, requisiti dei professionisti e stabiliscono i modi in cui si tutela la cittadinanza dalla negligenza professionale.

Nulla di tutto questo sembra presente nella figura del counselor. Dalle sommarie definizioni che si possono rinvenire in siti privati, sembrerebbe occuparsi di “difficoltà relative a processi evolutivi, fasi di transizione e stati di crisi e rinforzare capacità di scelta o di cambiamento“, invadendo quindi la sfera del funzionamento psicologico delle persone. Ma queste definizioni non aiutano certo a comprendere la natura reale delle attività professionali messe in atto. Lo stesso sito ufficiale UNI – che sta normando la figura – non offre al momento alcun testo esplicativo.

Per questa mancanza di chiarezza e per il possibile rischio per la salute pubblica connesso alla normazione di figure che paiono volersi occupare del funzionamento psicologico delle persone senza averne le competenze, l’invito di ENPAP è di esprimere fermamente il proprio NO alla domanda “Ritieni che il Counselor rispecchi i bisogni del mercato di riferimento” nell’apposito form predisposto dall’UNI a questo link: https://goo.gl/2zw2jc.

All’inchiesta pubblica preliminare possono partecipare tutti i cittadini, esprimendo la propria opinione e motivandola.

Per noi la motivazione del NO è che già esiste ed è ampiamente regolamentata la professione di Psicologo, che si occupa di queste aree di competenza con attribuzioni stabilite dalla legge, con conoscenze ed abilità verificate dall’Esame di Stato e con ampie garanzie deontologiche di qualità dell’intervento a tutela dei cittadini.